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---------------------------------------------------------------------------------------- 5° TAPPA DEL FESTIVAL DEGLI SBUFFONI – FABBRICA
DEL VAPORE (MI) – 3 dicembre 20005
inoltre presenti e assenti i seguenti sbuffoni:
palmo fioccardi, santa korina, contessa centriflessa,matteo becco isoscele,
(b)ananartista
orgasmo sbuffone glassato eglussibile, mr. sacchettino, fantasmeeno,
nero senior, superdiva, bastiana uhm, adbeel,
rattatuju,
nerd lo sbuffone, ricercar, sva, alì bobò, zuppersbuffone,
banenna, al vagino, sbuffone nero, il capragmatico, bubutz, zio ampere,
gibrillandosizorpilla, prillo/trillo, tonitos, sputacchino/paciccia/apocalipsputo,
sandra zeta, clorofillo, nina, sillequnini, pornosbuffone, imbrattosolcato,
liquistringa, apoceptis, jumpernight, dada_vs, truciolina-cat, aldo
sbuffi, ely84, itasolo, incizit, |
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di ale dei l'age d'or (http://www.lagedor.splinder.com) ieri sera |
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impressioni di gammon poeta della motherfuckart (http://motherfuckart.splinder.com/) Orbene, eccoci a quella che, preciso fin d'ora, non deve ASSOLUTAMENTE essere considerata una recensione critica. Diciamo piuttosto che si tratta di una raccolta di impressioni PERSONALI. Innanzitutto, credo sia necessario distinguere la performance dei singoli artisti dalla valutazione del festival in generale. Per quanto riguarda quest'ultimo, ho la sensazione che il termine minestrone sia quello che meglio descrive l'andamento di queste kermesse. Ora, so benissimo che il minestrone è un alimento completo, aiuta la crescita e, se preparato bene, può piacere. Personalmente, però, non ne vado matto. Arriviamo in loco (Fabbrica del Vapore di Milano) alle 21.50 circa, certi di essere in mostruoso ritardo. Quello che ci si para davanti invece è un accumulo di individui (difficile distinguere i performanti dagli astanti) vagamente indaffarati nei preparativi dell'evento, che intuiamo essere ancora piena fase preparatoria. (b)ananartista, il factotum del Festival, si aggira tra i convenuti con un espressione a metà tra il teso e lo smarrito, cercando di comporre la scaletta della serata (noto accidentalmente che viene tallonato da un tizio in evidente stato di ubriachezza, che lo motteggia e gli molla delle ripetute e impietose pacche sulla schiena munita di cartello segnaletico). Si decide che Sam Guluten Osman si esibirà per secondo, ed il sottoscritto per ultimo, in chiusura. Dopo un lasso di tempo imprecisato, si parte con un gagliardo cantautore (che a me ha musicalmente ricordato E.Ruggeri), alle prese con una tastiera Yamaha pericolosamente posta in bilico sui braccioli di una sedia, accompagnato da basso e batteria. Tra un pezzo e l'altro, ci ricorda che i suoi sono "pezzi rock, difficli da suonare con il piano" (???) o almeno, questo mi è parso di capire (l'acustica non era esattamente cristallina...). Segue Sam, che accalora il pubblico recitando alcune sue poesie tratte da "Circoli dorati e triangoli rosa", attirando a sè l'interesse di alcunE presenti. Il libretto avrà un discreto successo di vendite presso il nostro banchetto. Di seguito, prende possesso del palco un gruppo formato da basso, chitarra e voce (mi pare fosse assente il batterista). Il riferimento che mi viene più spontaneo è agli Einsturzende Neubauten, con brani involuti, rumorosi, deraglianti, decisamente difficili da valutare, anche perchè di fronte al palco, due cani si azzuffano giocosamente emettendo forti latrati che si confondono con quelli lanciati dal cantante. E' proprio il caso di dire che era difficile capire dove finisse la bestia e iniziasse l'uomo... La performance viene esemplarmente chiusa con la chiosa del chitarrista, il quale, dopo aver seviziato a lungo il suo strumento con una bacchetta per batteria, dice più o meno(così mi sembra di aver capito): "Adesso ce l'abbiamo fatta... abbiamo finalmente rotto il cazzo". Inutile aggiungere altro. A questo ensemble fanno seguito quattro individui dediti ad una specie di techno-drum n'bass (sparata da un Pc in un angolo del palco) arricchito da chitarra, basso e da liriche che a me sono parse un incrocio di cori da ultrà (spesso urlati da TUTTI i componenti del gruppo all'unisono) e proclami incomprensibili (ho già menzionato i probelmi di acustica...). Durante la performance, i due cani continuano il loro accompagnamento, mentre il cantante principale (con occhiali scuri di ordinanza) esibisce a tratti un colorito pericolosamente paonazzo. Tra un pezzo e l'altro chiede da bere (come dargli torto...) e arringa la piccola folla, finalmente ritornata sotto il palco; il gruppo precedente aveva infatti sortito l'effetto (forse voluto, a guidcare dalle parole del chitarrista) di svuotare la sala. Al termine di questa boutade, che non ho visto per intero, essendo uscito a metà a fumarmi svariate sigarettine (onde ingannare la noia), è finalmente la volta di Orgasmo SOnico, presentato in cartellone in accoppiata con un altro misterioso nome. E qui si compie il grottesco: l'etilomane che tallonava il (b)ananartista dall'inizio della serata L'HA SEGUITO ANCHE SUL PALCO, impadronendosi di un microfono e incominciando a emettere suoni striduli da un'armonica a bocca. Non si capisce se la performance è iniziata oppure no. Batteria, basso, chitarra, armonica, lamenti cacofonici ... tutti sembrano andare per i cosiddetti "kazzi propri". L'etilomane comincia a imbracciare a casaccio gli strumenti che vengono lasciati momentaneamente e alternativamente incustoditi dai performer. I cani si scatenano, apprezzando il macello che si sta consumando... Ad un certo punto appare anche un tizio (dalle sembianze di un poeta inspirato) che socchiude gli occhi e declama incomprensibili frasi. I volti dei musicisti (?) appaiono impassibili... impossibile se si stiano divertendo o soffrendo... Si alternano lamenti scompsti, suoni incoerenti, sguardi smarriti, volumi altalenanti e chi più ne ha... L'avrete già capito, stimato pubblico: a questo punto decido CHE E' TROPPO. Mi accommiato dal (b)anana, andando da lui durante la sua performance e dicendogli che rinuncio allo spazio dedicatomi in chiusura. L'ubriacone intanto si è impadronito di un basso e, mentre cerca di suonarlo, grida: "GUARDATEMI !!! E PENSATE CHE IO NON SONO NEMMENO UN BATTISTA... NO, SCUSATE... UN BASSISTA". I pochi rimasti ridono... Ci avviamo verso la macchina, giusto in tempo per scoprire che la batteria della mia auto si è scaricata... KAZZO!!! La serata si avvia dunque al suo termine "coatto", dal momento che siamo rimasti fino alla fine del Festival e anche oltre. Però, alla fine, sono simpatici, dài. |
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---------------------------------------------------------------------------------------- 3° TAPPA DEL FESTIVAL DEGLI SBUFFONI – ARCI
BLOB DI ARCORE (MI) – 4 e 5 novembre 20005 |
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| Riporto recensione del "Festival degli
Sbuffoni", cui abbiamo presenziato con banchetto auto-promozionale.
motherfuckart ARCORE
OMBELICO DELL’ARTE (?) di Marco Chisena per MFA (motherfuckart)
(http://motherfuckart.splinder.com)
e (http://motherfuckart.it)
Segnaliamo la 3^ tappa
del Festival degli Sbuffoni http://www.sbuffoni.tk/
, giunto per il nuovo appuntamento presso la sede dell'Arci Blob di
Arcore (MI), fucina di giovini moti creativi, dove ci si divide tra
la ricerca di nuove forme espressive, il culto del Che, e la Peroni
da 66. Deus ex machina e showman
a tutto tondo dell'evento (b)ananartista http://www.bananartista.cjb.net
, del quale non è dato a sapere il nome all'anagrafe e che di se stesso
dice: "ananartista di serie (b) (rigorosamente tra parentesi)",
interessato di orgonomia, jung, traveggola, profluvio, prolusioni, apotrospasmi,
perno-porno, emilio villa, allun, plurilinguismo, impersonalità. Alle
spalle della direzione artistica del (b)anana il claudicante e introspettivo
Mario, plenipotenziario del direttivo Arci Blob info@arciblob.it e uomo mixer
/ luci. Sul suo banchetto di controllo immancabile la bottiglia colma
di gingerino. Ma che cos'è il Festival degli Sbuffoni? A quale categoria
assegnarlo? Diremo in parte Festival di S.Scemo e in parte Tora! Tora!
Festival, un pò Living Theater e un pò la Premiata Ditta di Roberto Ciufoli . Chi però leggendo
queste righe si aspetta che lo scemo del villaggio sia il (b)anana verrà
deluso dal sottoscritto, ma approfondiremo in seguito l'argomento. Cominciamo
col chiarire che la manifestazione ospita gruppi musicali, commedianti,
solisti con chitarra folk, esposizioni d'arte, e gli immancabili banchetti
di vendita delle più disparate etichette fonografiche indipendenti,
tra le quali oltre a MFA citiamo Oggetti Volanti, principalmente
impegnata nella santificazione di quel personaggio che era (e teoricamente
è ancora) Syd Barret. Inoltre Mario, che
abbiamo già presentato, si fa voce nella vendita di alcuni interessanti
titoli di Bar la Muerte del
noto Bruno Dorella, come Allun
e Daniele Brusaschetto. L'esposizione d'arte nella serata a cui abbiamo
assistito è consistita della collezione privata del (b)anana, ovvero
oggetti comuni denominati "a riciclaggio artistico" come frutta
dipinta con colori sfavillanti, tetrapack decorati, ossa di pollo argentate.
I commedianti li ritroveremo parlando dell'esibizione multimediale degli
Orgasmo Sonico capeggiati dal (b)anana. Anticipiamo in rilievo le performances
tra le altre di Pippo Pera e del Troyota. Assenti invece Sputi Allen
e Mr. Sacchettino, per il quale nutrivamo un certo interesse. Ma cominciamo
la nostra recensione seguendo un certo ordine d'importanza nell'esposizione
degli eventi. Allora: la birra piccola all'Arci Blob di Arcore fa solo
€ 1,60! Certo la notizia è una bomba visti i ricarichi avvenuti
nei locali pubblici da qualche anno a questa parte col tanto discusso
passaggio all'euro, ma prima che saltiate a cavallo e vi precipitiate
in tangenziale est uscita nr. 24 di Usmate per gozzovigliare in queste
giornate uggiose al bancone del Blob fatevi due conti di benzina, casello,
e tessera a € 5 per diventarne soci e potersi così attaccare alla
canna della spina. I bagni del locale ad ogni modo meriterebbero almeno
una visita nella vita, come per La Mecca, opportunità questa che vi
consentirebbe oltre che di conoscere il Mario anche di annotare il nr.
di un anonimo benefattore, il quale si dichiara disponibile all'occorrenza
a concedervi le grazie del proprio culo. Ai sensi del Decreto Legge
196/03 in materia di privacy non mi è ora possibile riportare il nr.
di telefono. Io però l'ho inserito in rubrica, nella vita non si sa
mai cosa ti possa servire. Proseguendo e dopo un veloce sound-check
arriviamo al primo gruppo ad aver calcato il palco nella prolifica serata:
i Fiori di Sangue. La dicotomia espressa dall'ossimoro quasi sfiorato
nel nome che il duo d'apertura si è scelto esprime bene la realtà dei
fatti. Infatti da una parte la truculenza che deriva dall'associazione
del liquido ematico ad un simbolo di serenità quale il fiore rappresenta
l'animo irrequieto del gruppo, che si concreta in cavalcate prog/voluttuoso-hendrixiane
di un solipsistico frontman dalle movenze che ci ricordano un Jerry
Lewis (l'attore non il mito Lee) e alle prese con un Fender Precision
usato come sezione ritmica come da sua natura e puranche a guisa di
solo-instrument, con tanto di distorsione ed effettistica varia. Basso,
batteria e voce. Questo sono principalmente i Fiori di Sangue. I puristi
del mezzo (parliamo del Precision) storceranno sicuramente il naso per
l'uso che ne viene fatto, ma l'idea presenta dei risvolti almeno sulla
carta interessanti (magari in termini di economia d'acquisto per chi
volesse fondare una band) se non fosse per la caducità dei brani in
sé e per l'effetto comico che il leader dei Fiori di Sangue ottiene
quando tra un brano e l'altro abbisogna di parecchi secondi per un nuovo
settaggio della pedaliera. Lui stesso prepara il pubblico alla pausa
forzata annunciando ad ogni fine pezzo: "sarebbe finita. vi lascio
ad Angelo" (che sarebbe il batterista). La prima volta che ciò
è accaduto tra il pubblico, durante un imbarazzante minuto di silenzio
generale, si è levata una profetica voce: "ma Angelo è un'altro
gruppo?" E giù a ridere da matti. In quel momento abbiamo provato
tenerezza per I Fiori di Sangue. Poi è partita una musichetta pre-registrata
a metà tra lo stacco del vecchio Carosello Rai e Twin Peaks, su cui
Angelo ha ricamato un accompagnamento dimesso forse intimidito dall'ilare
reazione di noi astanti, mentre il leader bestemmiava sulla pedaliera.
Questo per quattro volte su quattro ogni volta che un nuovo brano volgeva
a termine. Lo stacchetto edulcorante crediamo sia la metafora in rappresentazione
del termine "Fiori" come contraltare al sangue, ma in definitiva
non s'è capita. Chiusura del set con cover di Hey Joe, che noi tutti
conosciamo per la versione data da Jimi Hendrix, ma uscita originariamente
dalla penna di.... vai a saperlo, risulta accreditata ora a Billy Roberts
ora a Chet Powers ora ad altri, chi abbia informazioni certe ce le fornisca.
Cosa possiamo dire: apprezziamo il coraggio dell'uomo guida dei FDS
nel cimentarsi con un caposaldo del rock, questa volta tramite un duo
di sola chitarra e batteria (anche il nostro Onq faceva di queste cose
prima di abbandonare la scena live, attraverso una line-up incompleta
intendiamo, ma lui è il principe riconosciuto dell'Indie); non possiamo
però non riportare che lo stesso Angelo ben nascosto dietro i suoi voluminosi
Paiste, durante i vocalizzi selvaggi del suo compare in questa ultima
proposizione se la ghignava di brutto cercando di non farsi sgamare.
Rimandati alla prossima tappa. Poi è stato il turno dei torinesi Connessione
Gratuita, i Subsonica di domani, dei NonMiPiaceIlCirco, assemble di
sola batteria e tastiera in aggiunta ad un cantato filosofeggiante (se
sapranno arrivare ad un "dunque" potrebbero risultare d'interesse),
e di Dario Antonietti, che ha chiuso il programma ma che anticipiamo
per lasciare a fine corsa il (b)anana e l'Orgasmo Sonico. Dario spesso
non poi è male, punta sull'ironia e la cosa riesce, ed un breve excursus
vocale in eco e delay spinto è una delle cose migliori della serata.
Ed ora lui, la star dell'evento: er (b)anana. Chi di voi lo conosce
sa già che egli è solito presentarsi in scena (e si dice anche non)
munito di cartello di riconoscimento inserito nella schiena, adesivo
frontale stampigliato con la (b) d'ordinanza, cartello pettorale con
inserti grafici a tema libero. Lui è una persona cordiale, distaccato
ma non alienato, normalmente si direbbe eccentrica ma notate che durante
l'intero svolgimento del Festival chiunque del suo staff gli si rivolgesse
per indicazioni lo faceva con fare spesso serio e rispettoso, a riprova
che l'individuo non è un selvaggio ma è detentore di una linea definita,
anche se i contorni potrebbero risultare non sempre nitidi. Inoltre
i suoi compagni di viaggio non sono degli sfigati brufolosi ed onanistici
adepti del nerd capo, bensì tra questi si annidano anche avvenenti giovanotti
alla moda accompagnati da piacenti donzelle, e si sa che i giovanotti
alla moda di paese lo scemo del villaggio lo spernacchiano, lo spirlettano,
lo scoppinazzano, sicuro non lo rispettano e tanto meno lo seguono in
rischiose avventure come lo Sbuffestival è. Rimanendo ai fatti (b)anana
e soci sonici non inventano nulla (d'altronde neppure i Prima Origine
lo fanno) , poiché precisi riferimenti in ciò che è stata una certa
evoluzione in ambito sia musicale che d'arte di rappresentazione già
esistono. Pensiamo all'evoluzioni cosmico vocali del Tim Buckley di Starsailor (padre
del più noto Jeff), e se vogliamo fare i precisini gli attori in scena
si fornivano di maschera già nella Grecia antica, anche se la scelta
di allora era dovuta più al poco rispetto che veniva riservato al mestiere
d'attore che per le ragioni allegoriche degli sbuffoni d'oggi. Motiviamo
la scelta di cotante menzioni: lo stage degli Orgasmo Sonico consiste
nell' intreccio tra l'esecuzione dei musicisti e la riduzione a tema
visivo da parte degli attori, i quali ricalcano gli umori espressi sul
palco dal (b)anana e gli altri. Questi attaccano con evoluzioni leggermente
meno che cacofoniche in cui ad inizio show lo strumento principale è
rappresentato da un palloncino come quelli che normalmente si usano
per i gavettoni di ferragosto, che poi le mamme s'incazzano. Tra le
mani del (b)anana esso sfrigola ad imitazione del classico tric e trac
partenopeo, ed infatti (b)anana canta (canta....per dire...): "moooozzareeeeeelleeeee......pesce
freeeeeeescoooooo...", e in questo risiede l'unico aggancio col
(b)anana solista, quello di Gilfobot
, dedito ad un apparente no-sense. Terminata l'introduzione avanguardistico-strumentale
si entra nel vivo della questione. Ora il (b)anana imbraccia una più
comune Stratocaster color panna e comincia a tessere il tappeto sonoro
(orgasmico chiaramente) che farà d'appoggio al proseguio scenico. Si
declama la morte di tal Pallino avvenuta nell'era Berlusconiana, e proprio
a questo punto forse Clorofillo, o Palmo Fioccardi, o chi per lui entra
in posa nelle vesti di Pallino e stramazza al suolo. Altre comparse
si fanno via via presenti e cominciano a piangere il defunto del quale
se ne decantano i pregi. Bodyguards al cellulare (ecco Pippo Pera e
il Troyota su tutti) organizzano la sicurezza intorno ad un Pallino
ormai immobile. Intanto da più lati capeggiano maschere riproducenti
le fattezze del Presidente del Consiglio, colpevole oltre che della
pioggia che cade all'esterno del circolo anche della morte di quel pirla
di Pallino. Il tutto va avanti così tra cazzeggiamenti delle guardie
del corpo e intrecci vari non sempre chiarissimi, finché il cadavere
del povero Pallino viene finalmente levato dai coglioni. Ora come dicevamo
non c'è nulla di nuovo, ma neppure niente di particolarmente criticabile,
se non ché ciò che maggiormente ci trova dispiaciuti è la scelta di
inserire nel canovaccio l'ennesima cagata politicizzante e demagogica
del Sig. Pallino (che avrebbe anche potuto essere l'amico Pinco) ridotto
in fin di vita o se non proprio trapassato per colpa delle malefatte
Forziste. Noi da parte nostra non ne sappiamo un cazzo se ciò corrisponda
al vero e potrebbe anche essere così, ma quel che sosteniamo è che arte
e politica andrebbero sempre e comunque tenute separate, poiché ciò
ha dato vita a sottoprodotti divulgativi come Guccini, I Modena City
Ramblers e gli Skin Groups di mezza scandinavia, e per chi ha studiato
scientificamente tali mirabolanti paradigmi di artista impegnato ciò
è sufficiente a sostenere la tesi. Consigliamo quindi ad un rivalutato
(b)anana (rispetto a quel che se ne pensava prima di vederlo in azione)
di continuare sulla via della ricerca disinteressata, anche se capiamo
che forse la location della 3^ tappa del festival ha corrotto ed irretito
animi puri sulla via della perdizione. A tutti gli altri invece consigliamo
di fare un giro ad ascoltarsi Gilfobot, poi valutino da sé; ma da sé
però. D'altronde se le Allun hanno rappresentato un piccolo caso non
si capisce perchè (b)anana non potrebbe essere il prossimo. Etichette
portavalori della vera indipendenza espressiva perchè vi si sente sempre
blaterare anatemi e poi non chiamate il (b)anana per sentire cos'ha
da dire? Suvvia un pò di coraggio dimostrato anzichè solo accennato.
E speriamo che le prossime tappe del Festival degli Sbuffoni non passino
mai dall'Emilia, terra madre di un altro valente pensatore collega dell'uomo di
Arcore. Sbagliare è umano, perseverare sarebbe antiestetico. |
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opinioni strettamente
personali sulla serata di arcore
di ALE delle “androgine
morbide” ( http://www.lagedor.splinder.com/
)
Sabato si é tenuta l'annunciata serata con
gli orgasmo sonico,non si é trattato di sfida ma di combo,e a mio parere
ne hanno perso tutte le formazioni,sul palco si e prima tenuta una sfilata,poi
c'é stato un decesso (finto) relativo sgombero del locale ed infine
il funerale,che è stato realmente straziante,il problema é che,per me,é
risultato tutto poco chiaro,non sò quanti fra il pubblico hanno realmente
capito cosa stesse avvenendo,la cosa più interessante sono stati gli
applausi a ripetizione (scatenati dagli androgini scesi dal palco) che
hanno lasciato disarmati gli orgasmo sonico,dopo,fortunatamente,abbiamo
assistito ad un bel concerto dei "non mi piace il circo" obbligati
dal pubblico ad un bis,ed ad un altro bel concerto di Dario Antonetti
che é stato obbligato da Teo a tornare sul palco per eseguire chiocciolina,dei
gruppi prima purtroppo non so dire niente perché semplicemente non li
ho visti,mi spiace,Ale. |
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| (cronaca
dei CONNESSIONE GRATUITA) ( http://www.connessionegratuita.com
) DIARIO
DEL CAPITANO: Ciao
belli AndreVoice |
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resoconto dei THE CASUALS (thecasuals.info@gmail.com) Cosa dire...tanti piccoli pensieri racchiusi in pareri discordanti
e positivi! |