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5° TAPPA DEL FESTIVAL DEGLI SBUFFONI

FABBRICA DEL VAPORE (MI) – 3 dicembre 20005

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il festival degli sbuffoni (www.sbuffoni.tk) vuole essere una solubile spastica vertigine che dilagando si dirami ad libidum fra i locali di milano (e d'italia) (in un numero indefinito di tappe) per dare la possibilità a molti artisti e musicisti di trovare un proprio spazio, nonchè creare nei luoghi eventi multimediali, scambio d'idee, collaborazione tra menti, fusione animosa alla sincronia urlante delle spire, sbuffoni impazziti humus vorticoso e vertici di cielo vomitato sulla terra nella danza.....

quindi musica live (con band e musicisti di tutti i tipi), performance, happening, letture poetiche, esposizioni, arte....


il vostro locale è pronto ad ospitare una tappa
del FESTIVAL DEGLI SBUFFONI? --- mandaci una email: bananartista@yahoo.it o orgasmosonico@libero.it

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Band e solisti sul palco: Matteo Bianchi, Sam Guluten Osman, l'age d'or, killa nation, orgAsmoSOniCO + il capragmatico + antonio il cavaliere vermicolor + stam becca + dilebimba + olivierodimerda
ad esporre: www.motherfuckart.it, www.nonmipiaceilcirco.tk e il leggendario banchetto sbuffoni.

inoltre presenti e assenti i seguenti sbuffoni: palmo fioccardi, santa korina, contessa centriflessa,matteo becco isoscele, (b)ananartista orgasmo sbuffone glassato eglussibile, mr. sacchettino, fantasmeeno, nero senior, superdiva, bastiana uhm, adbeel, rattatuju, nerd lo sbuffone, ricercar, sva, alì bobò, zuppersbuffone, banenna, al vagino, sbuffone nero, il capragmatico, bubutz, zio ampere, gibrillandosizorpilla, prillo/trillo, tonitos, sputacchino/paciccia/apocalipsputo, sandra zeta, clorofillo, nina, sillequnini, pornosbuffone, imbrattosolcato, liquistringa, apoceptis, jumpernight, dada_vs, truciolina-cat, aldo sbuffi, ely84, itasolo, incizit,
sputi allen, boboner il troiota, sbuffina, sbluff-girl, i 4 neuroni di pi,
persona70, kacenka, agata funghetta, puntina g, houser-boy, clorofillo, sbuffobalzotruppo, kleu, poeta truzzo, sfumatura7, therocknrollswindle , pippo pera, duscena, pupaz, smirne, alibricca, alice small/alice sbuffi, laura sbuffi, laura sboffi, il ruvido, maphia, cuz, sbuffona terzi/ pigna-sbuff, zufolo, stino, prazzi81, il grande ghighongus, giosbuffi, il rosso, david, gnomone, dante, vescovo, skizzo, rumenosbuffi, sara sara, dilebimba, autocratotia, sbo, sbafuz, ebamboi, elelemasbuffi, sbuffobalzotruppo, scusisbuffa, fancartista, seresbiff, salvatore lo sbuffone, zoppone, faccine, franciccio, androgino riky, idusertav, fungheros, ukos roi, spinlady, gnolla, scroto pallido verdastro, sjoker, s(brody), eelsforfun, daria sbuffi, tricheco partecipe, ozamm il furioso, fripsoide alla puttanesca, stam becca, bambino prodigio, e-kliss, nonno joule, gimp nipples, cracramaster, sborrino nero, pinu, oby sahd fueio, omino vegetale, plibloplib, gumb-olino, braindrain, giulia sbuffi valerani, antonio il cavaliere vermicolor, sinola ukikuki e sbuffi altri.
diventa sbuffone inventati un nome:

di ale dei l'age d'or (http://www.lagedor.splinder.com)

ieri sera
Ieri sera non ho capito niente di come abbiamo suonata,l'unica cosa che ho capito é che ha fatto bene a tutti noi farlo,forse su china eravamo fuori tempo,ma alla fine ho crocefisso la chitarra come non succedeva da 5 anni a questa parte,invece di migliorare sto regredendo ai miei 16 anni,quando suonavo noise e sognavo di fare il musicista,per quanto riguarda il noise,ancora mi piace ed ancora fa parte di me,per quanto riguarda fare il musicista,ormai sono troppi anni che non ci penso più,é solo un ricordo puerile e molto,molto sbiadito,per il resto bella serata,ai festival degli sbuffoni c'é sempre un sacco di gente interessante,bisogna solo farsi coraggio ed iniziare a parlare col vicino,per scoprire nuovi affascinanti mondi,se ancora non ci siete stati,la prossima volta fateci un salto...Ale.

impressioni di gammon poeta della motherfuckart (http://motherfuckart.splinder.com/)

Orbene, eccoci a quella che, preciso fin d'ora, non deve ASSOLUTAMENTE essere considerata una recensione critica. Diciamo piuttosto che si tratta di una raccolta di impressioni PERSONALI.

Innanzitutto, credo sia necessario distinguere la performance dei singoli artisti dalla valutazione del festival in generale. Per quanto riguarda quest'ultimo, ho la sensazione che il termine minestrone sia quello che meglio descrive l'andamento di queste kermesse. Ora, so benissimo che il minestrone è un alimento completo, aiuta la crescita e, se preparato bene, può piacere.

Personalmente, però, non ne vado matto.

Arriviamo in loco (Fabbrica del Vapore di Milano) alle 21.50 circa, certi di essere in mostruoso ritardo. Quello che ci si para davanti invece è un accumulo di individui (difficile distinguere i performanti dagli astanti) vagamente indaffarati nei preparativi dell'evento, che intuiamo essere ancora piena fase preparatoria.

(b)ananartista, il factotum del Festival, si aggira tra i convenuti con un espressione a metà tra il teso e lo smarrito, cercando di comporre la scaletta della serata (noto accidentalmente che viene tallonato da un tizio in evidente stato di ubriachezza, che lo motteggia e gli molla delle ripetute e impietose pacche sulla schiena munita di cartello segnaletico). Si decide che Sam Guluten Osman si esibirà per secondo, ed il sottoscritto per ultimo, in chiusura. Dopo un lasso di tempo imprecisato, si parte con un gagliardo cantautore (che a me ha musicalmente ricordato E.Ruggeri), alle prese con una tastiera Yamaha pericolosamente posta in bilico sui braccioli di una sedia, accompagnato da basso e batteria. Tra un pezzo e l'altro, ci ricorda che i suoi sono "pezzi rock, difficli da suonare con il piano" (???) o almeno, questo mi è parso di capire (l'acustica non era esattamente cristallina...).

Segue Sam, che accalora il pubblico recitando alcune sue poesie tratte da "Circoli dorati e triangoli rosa", attirando a sè l'interesse di alcunE presenti. Il libretto avrà un discreto successo di vendite presso il nostro banchetto. Di seguito, prende possesso del palco un gruppo formato da basso, chitarra e voce (mi pare fosse assente il batterista). Il riferimento che mi viene più spontaneo è agli Einsturzende Neubauten, con brani involuti, rumorosi, deraglianti, decisamente difficili da valutare, anche perchè di fronte al palco, due cani si azzuffano giocosamente emettendo forti latrati che si confondono con quelli lanciati dal cantante. E' proprio il caso di dire che era difficile capire dove finisse la bestia e iniziasse l'uomo... La performance viene esemplarmente chiusa con la chiosa del chitarrista, il quale, dopo aver seviziato a lungo il suo strumento con una bacchetta per batteria, dice più o meno(così mi sembra di aver capito): "Adesso ce l'abbiamo fatta... abbiamo finalmente rotto il cazzo".

Inutile aggiungere altro.

A questo ensemble fanno seguito quattro individui dediti ad una specie di techno-drum n'bass (sparata da un Pc in un angolo del palco) arricchito da chitarra, basso e da liriche che a me sono parse un incrocio di cori da ultrà (spesso urlati da TUTTI i componenti del gruppo all'unisono) e proclami incomprensibili (ho già menzionato i probelmi di acustica...). Durante la performance, i due cani continuano il loro accompagnamento, mentre il cantante principale (con occhiali scuri di ordinanza) esibisce a tratti un colorito pericolosamente paonazzo. Tra un pezzo e l'altro chiede da bere (come dargli torto...) e arringa la piccola folla, finalmente ritornata sotto il palco; il gruppo precedente aveva infatti sortito l'effetto (forse voluto, a guidcare dalle parole del chitarrista) di svuotare la sala.

Al termine di questa boutade, che non ho visto per intero, essendo uscito a metà a fumarmi svariate sigarettine (onde ingannare la noia), è finalmente la volta di Orgasmo SOnico, presentato in cartellone in accoppiata con un altro misterioso nome. E qui si compie il grottesco: l'etilomane che tallonava il (b)ananartista dall'inizio della serata L'HA SEGUITO ANCHE SUL PALCO, impadronendosi di un microfono e incominciando a emettere suoni striduli da un'armonica a bocca. Non si capisce se la performance è iniziata oppure no. Batteria, basso, chitarra, armonica, lamenti cacofonici ... tutti sembrano andare per i cosiddetti "kazzi propri". L'etilomane comincia a imbracciare a casaccio gli strumenti che vengono lasciati momentaneamente e alternativamente incustoditi dai performer. I cani si scatenano, apprezzando il macello che si sta consumando... Ad un certo punto appare anche un tizio (dalle sembianze di un poeta inspirato) che socchiude gli occhi e declama incomprensibili frasi. I volti dei musicisti (?) appaiono impassibili... impossibile se si stiano divertendo o soffrendo... Si alternano lamenti scompsti, suoni incoerenti, sguardi smarriti, volumi altalenanti e chi più ne ha...

L'avrete già capito, stimato pubblico: a questo punto decido CHE E' TROPPO.

Mi accommiato dal (b)anana, andando da lui durante la sua performance e dicendogli che rinuncio allo spazio dedicatomi in chiusura. L'ubriacone intanto si è impadronito di un basso e, mentre cerca di suonarlo, grida: "GUARDATEMI !!! E PENSATE CHE IO NON SONO NEMMENO UN BATTISTA... NO, SCUSATE... UN BASSISTA". I pochi rimasti ridono...

Ci avviamo verso la macchina, giusto in tempo per scoprire che la batteria della mia auto si è scaricata... KAZZO!!!

La serata si avvia dunque al suo termine "coatto", dal momento che siamo rimasti fino alla fine del Festival e anche oltre.

Però, alla fine, sono simpatici, dài.

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3° TAPPA DEL FESTIVAL DEGLI SBUFFONI

ARCI BLOB DI ARCORE (MI) – 4 e 5 novembre 20005

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Band e solisti sul palco:

ORGASMOSONICO, THE CASUALS, BLACK TEARS, TWO DEAD BODIES, FOG IN THE SHELL, MUSICA PER BAMBINI, FIORI DI SANGUE, ARIA DI NEVE, ORGASMOSONICO + ANDROGINE MORBIDE + capragmatico + antonio il cavaliere vermicolor, NONMIPIACEILCIRCO, CONNESSIONE GRATUITA, DARIO ANTONETTI Entità e sbuffoni sia visibili che invisibili: www.oggettivolanti.it, www.motherfuckart.it, il capragmatico, ozamm il furioso, matteo becco isoscele, (b)ananartista, adbeel, i rattatuju, nerd lo sbuffone, lo sbuffone nero, clorofillo, apocalipsputo, dada_vs, dodo sbuffi, sputi allen, s(brody), scusisbuffa, fantasmeeno, mister sacchettino, al vagino, banenna, gibrillandosizorpilla, laura sboffi, il troiota, contessa centriflessa, bastiana uhm, pippo pera, sandra zeta, bubutz, palmo fioccardi, apoceptis, kacenka, santa korina, sbuffobalzotruppo, nina, e-kliss, gimp nipples, il grande ghighongus, stam becca, zufolo...

Riporto recensione del "Festival degli Sbuffoni", cui abbiamo presenziato con banchetto auto-promozionale. motherfuckart

ARCORE OMBELICO DELL’ARTE (?)

di Marco Chisena per MFA (motherfuckart) (http://motherfuckart.splinder.com) e (http://motherfuckart.it) prod. 2005

 

Segnaliamo la 3^ tappa del Festival degli Sbuffoni http://www.sbuffoni.tk/ , giunto per il nuovo appuntamento presso la sede dell'Arci Blob di Arcore (MI), fucina di giovini moti creativi, dove ci si divide tra la ricerca di nuove forme espressive, il culto del Che, e la Peroni da 66.

Deus ex machina e showman a tutto tondo dell'evento (b)ananartista http://www.bananartista.cjb.net , del quale non è dato a sapere il nome all'anagrafe e che di se stesso dice: "ananartista di serie (b) (rigorosamente tra parentesi)", interessato di orgonomia, jung, traveggola, profluvio, prolusioni, apotrospasmi, perno-porno, emilio villa, allun, plurilinguismo, impersonalità. Alle spalle della direzione artistica del (b)anana il claudicante e introspettivo Mario, plenipotenziario del direttivo Arci Blob info@arciblob.it e uomo mixer / luci. Sul suo banchetto di controllo immancabile la bottiglia colma di gingerino. Ma che cos'è il Festival degli Sbuffoni? A quale categoria assegnarlo? Diremo in parte Festival di S.Scemo e in parte Tora! Tora! Festival, un pò Living Theater e un pò la Premiata Ditta di Roberto Ciufoli . Chi però leggendo queste righe si aspetta che lo scemo del villaggio sia il (b)anana verrà deluso dal sottoscritto, ma approfondiremo in seguito l'argomento. Cominciamo col chiarire che la manifestazione ospita gruppi musicali, commedianti, solisti con chitarra folk, esposizioni d'arte, e gli immancabili banchetti di vendita delle più disparate etichette fonografiche indipendenti, tra le quali oltre a MFA citiamo Oggetti Volanti, principalmente impegnata nella santificazione di quel personaggio che era (e teoricamente è ancora) Syd Barret. Inoltre Mario, che abbiamo già presentato, si fa voce nella vendita di alcuni interessanti titoli di Bar la Muerte del noto Bruno Dorella, come Allun e Daniele Brusaschetto. L'esposizione d'arte nella serata a cui abbiamo assistito è consistita della collezione privata del (b)anana, ovvero oggetti comuni denominati "a riciclaggio artistico" come frutta dipinta con colori sfavillanti, tetrapack decorati, ossa di pollo argentate. I commedianti li ritroveremo parlando dell'esibizione multimediale degli Orgasmo Sonico capeggiati dal (b)anana. Anticipiamo in rilievo le performances tra le altre di Pippo Pera e del Troyota. Assenti invece Sputi Allen e Mr. Sacchettino, per il quale nutrivamo un certo interesse. Ma cominciamo la nostra recensione seguendo un certo ordine d'importanza nell'esposizione degli eventi. Allora: la birra piccola all'Arci Blob di Arcore fa solo € 1,60! Certo la notizia è una bomba visti i ricarichi avvenuti nei locali pubblici da qualche anno a questa parte col tanto discusso passaggio all'euro, ma prima che saltiate a cavallo e vi precipitiate in tangenziale est uscita nr. 24 di Usmate per gozzovigliare in queste giornate uggiose al bancone del Blob fatevi due conti di benzina, casello, e tessera a € 5 per diventarne soci e potersi così attaccare alla canna della spina. I bagni del locale ad ogni modo meriterebbero almeno una visita nella vita, come per La Mecca, opportunità questa che vi consentirebbe oltre che di conoscere il Mario anche di annotare il nr. di un anonimo benefattore, il quale si dichiara disponibile all'occorrenza a concedervi le grazie del proprio culo. Ai sensi del Decreto Legge 196/03 in materia di privacy non mi è ora possibile riportare il nr. di telefono. Io però l'ho inserito in rubrica, nella vita non si sa mai cosa ti possa servire. Proseguendo e dopo un veloce sound-check arriviamo al primo gruppo ad aver calcato il palco nella prolifica serata: i Fiori di Sangue. La dicotomia espressa dall'ossimoro quasi sfiorato nel nome che il duo d'apertura si è scelto esprime bene la realtà dei fatti. Infatti da una parte la truculenza che deriva dall'associazione del liquido ematico ad un simbolo di serenità quale il fiore rappresenta l'animo irrequieto del gruppo, che si concreta in cavalcate prog/voluttuoso-hendrixiane di un solipsistico frontman dalle movenze che ci ricordano un Jerry Lewis (l'attore non il mito Lee) e alle prese con un Fender Precision usato come sezione ritmica come da sua natura e puranche a guisa di solo-instrument, con tanto di distorsione ed effettistica varia. Basso, batteria e voce. Questo sono principalmente i Fiori di Sangue. I puristi del mezzo (parliamo del Precision) storceranno sicuramente il naso per l'uso che ne viene fatto, ma l'idea presenta dei risvolti almeno sulla carta interessanti (magari in termini di economia d'acquisto per chi volesse fondare una band) se non fosse per la caducità dei brani in sé e per l'effetto comico che il leader dei Fiori di Sangue ottiene quando tra un brano e l'altro abbisogna di parecchi secondi per un nuovo settaggio della pedaliera. Lui stesso prepara il pubblico alla pausa forzata annunciando ad ogni fine pezzo: "sarebbe finita. vi lascio ad Angelo" (che sarebbe il batterista). La prima volta che ciò è accaduto tra il pubblico, durante un imbarazzante minuto di silenzio generale, si è levata una profetica voce: "ma Angelo è un'altro gruppo?" E giù a ridere da matti. In quel momento abbiamo provato tenerezza per I Fiori di Sangue. Poi è partita una musichetta pre-registrata a metà tra lo stacco del vecchio Carosello Rai e Twin Peaks, su cui Angelo ha ricamato un accompagnamento dimesso forse intimidito dall'ilare reazione di noi astanti, mentre il leader bestemmiava sulla pedaliera. Questo per quattro volte su quattro ogni volta che un nuovo brano volgeva a termine. Lo stacchetto edulcorante crediamo sia la metafora in rappresentazione del termine "Fiori" come contraltare al sangue, ma in definitiva non s'è capita. Chiusura del set con cover di Hey Joe, che noi tutti conosciamo per la versione data da Jimi Hendrix, ma uscita originariamente dalla penna di.... vai a saperlo, risulta accreditata ora a Billy Roberts ora a Chet Powers ora ad altri, chi abbia informazioni certe ce le fornisca. Cosa possiamo dire: apprezziamo il coraggio dell'uomo guida dei FDS nel cimentarsi con un caposaldo del rock, questa volta tramite un duo di sola chitarra e batteria (anche il nostro Onq faceva di queste cose prima di abbandonare la scena live, attraverso una line-up incompleta intendiamo, ma lui è il principe riconosciuto dell'Indie); non possiamo però non riportare che lo stesso Angelo ben nascosto dietro i suoi voluminosi Paiste, durante i vocalizzi selvaggi del suo compare in questa ultima proposizione se la ghignava di brutto cercando di non farsi sgamare. Rimandati alla prossima tappa. Poi è stato il turno dei torinesi Connessione Gratuita, i Subsonica di domani, dei NonMiPiaceIlCirco, assemble di sola batteria e tastiera in aggiunta ad un cantato filosofeggiante (se sapranno arrivare ad un "dunque" potrebbero risultare d'interesse), e di Dario Antonietti, che ha chiuso il programma ma che anticipiamo per lasciare a fine corsa il (b)anana e l'Orgasmo Sonico. Dario spesso non poi è male, punta sull'ironia e la cosa riesce, ed un breve excursus vocale in eco e delay spinto è una delle cose migliori della serata. Ed ora lui, la star dell'evento: er (b)anana. Chi di voi lo conosce sa già che egli è solito presentarsi in scena (e si dice anche non) munito di cartello di riconoscimento inserito nella schiena, adesivo frontale stampigliato con la (b) d'ordinanza, cartello pettorale con inserti grafici a tema libero. Lui è una persona cordiale, distaccato ma non alienato, normalmente si direbbe eccentrica ma notate che durante l'intero svolgimento del Festival chiunque del suo staff gli si rivolgesse per indicazioni lo faceva con fare spesso serio e rispettoso, a riprova che l'individuo non è un selvaggio ma è detentore di una linea definita, anche se i contorni potrebbero risultare non sempre nitidi. Inoltre i suoi compagni di viaggio non sono degli sfigati brufolosi ed onanistici adepti del nerd capo, bensì tra questi si annidano anche avvenenti giovanotti alla moda accompagnati da piacenti donzelle, e si sa che i giovanotti alla moda di paese lo scemo del villaggio lo spernacchiano, lo spirlettano, lo scoppinazzano, sicuro non lo rispettano e tanto meno lo seguono in rischiose avventure come lo Sbuffestival è. Rimanendo ai fatti (b)anana e soci sonici non inventano nulla (d'altronde neppure i Prima Origine lo fanno) , poiché precisi riferimenti in ciò che è stata una certa evoluzione in ambito sia musicale che d'arte di rappresentazione già esistono. Pensiamo all'evoluzioni cosmico vocali del Tim Buckley di Starsailor (padre del più noto Jeff), e se vogliamo fare i precisini gli attori in scena si fornivano di maschera già nella Grecia antica, anche se la scelta di allora era dovuta più al poco rispetto che veniva riservato al mestiere d'attore che per le ragioni allegoriche degli sbuffoni d'oggi. Motiviamo la scelta di cotante menzioni: lo stage degli Orgasmo Sonico consiste nell' intreccio tra l'esecuzione dei musicisti e la riduzione a tema visivo da parte degli attori, i quali ricalcano gli umori espressi sul palco dal (b)anana e gli altri. Questi attaccano con evoluzioni leggermente meno che cacofoniche in cui ad inizio show lo strumento principale è rappresentato da un palloncino come quelli che normalmente si usano per i gavettoni di ferragosto, che poi le mamme s'incazzano. Tra le mani del (b)anana esso sfrigola ad imitazione del classico tric e trac partenopeo, ed infatti (b)anana canta (canta....per dire...): "moooozzareeeeeelleeeee......pesce freeeeeeescoooooo...", e in questo risiede l'unico aggancio col (b)anana solista, quello di Gilfobot , dedito ad un apparente no-sense. Terminata l'introduzione avanguardistico-strumentale si entra nel vivo della questione. Ora il (b)anana imbraccia una più comune Stratocaster color panna e comincia a tessere il tappeto sonoro (orgasmico chiaramente) che farà d'appoggio al proseguio scenico. Si declama la morte di tal Pallino avvenuta nell'era Berlusconiana, e proprio a questo punto forse Clorofillo, o Palmo Fioccardi, o chi per lui entra in posa nelle vesti di Pallino e stramazza al suolo. Altre comparse si fanno via via presenti e cominciano a piangere il defunto del quale se ne decantano i pregi. Bodyguards al cellulare (ecco Pippo Pera e il Troyota su tutti) organizzano la sicurezza intorno ad un Pallino ormai immobile. Intanto da più lati capeggiano maschere riproducenti le fattezze del Presidente del Consiglio, colpevole oltre che della pioggia che cade all'esterno del circolo anche della morte di quel pirla di Pallino. Il tutto va avanti così tra cazzeggiamenti delle guardie del corpo e intrecci vari non sempre chiarissimi, finché il cadavere del povero Pallino viene finalmente levato dai coglioni. Ora come dicevamo non c'è nulla di nuovo, ma neppure niente di particolarmente criticabile, se non ché ciò che maggiormente ci trova dispiaciuti è la scelta di inserire nel canovaccio l'ennesima cagata politicizzante e demagogica del Sig. Pallino (che avrebbe anche potuto essere l'amico Pinco) ridotto in fin di vita o se non proprio trapassato per colpa delle malefatte Forziste. Noi da parte nostra non ne sappiamo un cazzo se ciò corrisponda al vero e potrebbe anche essere così, ma quel che sosteniamo è che arte e politica andrebbero sempre e comunque tenute separate, poiché ciò ha dato vita a sottoprodotti divulgativi come Guccini, I Modena City Ramblers e gli Skin Groups di mezza scandinavia, e per chi ha studiato scientificamente tali mirabolanti paradigmi di artista impegnato ciò è sufficiente a sostenere la tesi. Consigliamo quindi ad un rivalutato (b)anana (rispetto a quel che se ne pensava prima di vederlo in azione) di continuare sulla via della ricerca disinteressata, anche se capiamo che forse la location della 3^ tappa del festival ha corrotto ed irretito animi puri sulla via della perdizione. A tutti gli altri invece consigliamo di fare un giro ad ascoltarsi Gilfobot, poi valutino da sé; ma da sé però. D'altronde se le Allun hanno rappresentato un piccolo caso non si capisce perchè (b)anana non potrebbe essere il prossimo. Etichette portavalori della vera indipendenza espressiva perchè vi si sente sempre blaterare anatemi e poi non chiamate il (b)anana per sentire cos'ha da dire? Suvvia un pò di coraggio dimostrato anzichè solo accennato. E speriamo che le prossime tappe del Festival degli Sbuffoni non passino mai dall'Emilia, terra madre di un altro valente pensatore collega dell'uomo di Arcore. Sbagliare è umano, perseverare sarebbe antiestetico.

 opinioni strettamente personali sulla serata di arcore
di ALE delle “androgine morbide” ( http://www.lagedor.splinder.com/ )

Sabato si é tenuta l'annunciata serata con gli orgasmo sonico,non si é trattato di sfida ma di combo,e a mio parere ne hanno perso tutte le formazioni,sul palco si e prima tenuta una sfilata,poi c'é stato un decesso (finto) relativo sgombero del locale ed infine il funerale,che è stato realmente straziante,il problema é che,per me,é risultato tutto poco chiaro,non sò quanti fra il pubblico hanno realmente capito cosa stesse avvenendo,la cosa più interessante sono stati gli applausi a ripetizione (scatenati dagli androgini scesi dal palco) che hanno lasciato disarmati gli orgasmo sonico,dopo,fortunatamente,abbiamo assistito ad un bel concerto dei "non mi piace il circo" obbligati dal pubblico ad un bis,ed ad un altro bel concerto di Dario Antonetti che é stato obbligato da Teo a tornare sul palco per eseguire chiocciolina,dei gruppi prima purtroppo non so dire niente perché semplicemente non li ho visti,mi spiace,Ale.

 

(cronaca dei CONNESSIONE GRATUITA) ( http://www.connessionegratuita.com )

 DIARIO DEL CAPITANO: Ciao belli
Veniamo subito alla cronaca di Arcore:
partiamo alle 3:30 con un chitarrista in meno, Tommy infatti nella notte manifesta sintomi gravi quali svenimento ecc...nn sarà quindi con noi x cause maggiori. Guida la flotta Sergio, padre del Gabrio che ci stupirà con espressioni ormai passate alla storia, e Lidia nostra amica che gentilmente si è offerta di guidarci.
Bordello x trovare il posto, e la cartina ke Andre ha dimenticato sarà protagonista. Si pensa ke le solite difficoltà nel far funzionare i suoi microfoni abbiamo concerto dopo concerto provocato la stessa reazione al cervello. Tornando alla strada: Sergio: Ma dove cazzo siamo finiti?! Quà dice di girare a destra ma c'è solo stà via...ke cazzo di via è Via Dei Canestrelli?!.
Arriviamo dopo 2 ore, Sergio: Ma dove cazzo siamo finiti?! Ke posto di merda! e andiamo a parlare subito con il fanico x prepararci alla prova suoni, risposta in accento Milanese: "Quà se non arriva il BANANA non si può far niente!". Facce di Andre e LoZio: Ma ki è sto Banana? Fonico: "Quando arriva lo vedete, è vistoso!" Arriva, ed è un uomo con una (b) attaccata in fronte e un bastone attaccato alla Skiena cn un cartello (b), decisamente vistoso.
Procediamo con la prova suoni, il fonico al solo sentire le caratteristiche del nostro suono e degli strumenti bestemmia: "Quà per far suonare questi ci vuole un mixer da astronauta!" Seguono difficoltà varie per le tastiere del Gabrio e i microfoni di Andre.
Passiamo il pre concerto tra risate, varie riprese delle performance di Sergio, cena a base di piadine e anche qui Sergio: "Ma ke cazzo di prosciutto è?! Ma dove cazzo siamo finiti?!"
Veniamo al concerto, il pubblico è uno dei meno numerosi degli ultimi tempi..ci stavamo abituando al fatto ke sotto i nostri palchi la gente aumentava concerto dopo concerto, ma essendo a 150 km da Torino potevamo aspettarcelo. Diamo quindi molte più energie alla riuscita dei pezzi piuttosto ke alla presenza scenica. Poche parole, tanta energia...e il nostro pezzo presentato in anteprima, dedicato a Tommy, ci trasmette emozioni a palate e il pubblico apprezza. Verranno poi a complimentarsi in tanti soprattutto per quello, e la cosa ci entusiasma parecchio.
Torniamo a casa, lasciando al porto di Torino Dido che scende ufficialmente dalla nave(vedi News dalla ciurma), e siamo di nuovo pronti a salpare.
Almeno 2 live probabili x Dicembre e una sessione di registrazione in arrivo, intanto cerchiamo chitarristi.

CG la nave nn si ferma mai.




AndreVoice

 

clicca qui per vedere le foto del festival degli sbuffoni degli oggetti volanti non identificati (http://www.oggettivolanti.it)
dario antonetti : omino vegetale della oggetti volanti non identificati : foto sbuffoni

resoconto dei THE CASUALS (thecasuals.info@gmail.com)

Cosa dire...tanti piccoli pensieri racchiusi in pareri discordanti e positivi!
Una data insolita, una data nella quale ci si aspettava di più ma dove questo si sarebbe dimostrato eccissivo!
Molti gruppi,alcuni piacevoli altri eccessivi...non mi sembrerebbe corretto mentire...
adoro lo sperimentale,ma al primo posto rimane il rock'n roll!
Abbiamo suonato......?direi in maniera discorandante tra watt eccessivi e poca affluenza tra la folla...
posso dire che forse sia stata l'unica pecca della serata...a parte il delirio per riuscire ad arrivare ad un orario rientrante nella norma!
in queste righe mi sono divertito a essere un ironico irreverente ma cosi nn è!
la performance degli orgasmo sonico è stata davvero creativa e bizzarra ...ho molto apprezzato un pezzo fatto durante il soundcheck nel quale veniva continuamente richiamato pavlum!Pavlum!grande (b)anana! (e grande capragmatico n.d.(b)).
per concludere,mi ha fatto molto piacere partecipare ad un raduno cosi strambo!
attendo altre date del genere..
magari in spazi un'attimino più consoni,senza togliere nulla all'arci di arcore che si è dimostrato davvero accogliente!
Jad - THE CASUALS